Psicologia

Mind Gym: una palestra per la mente

giovedì 8 maggio 2008 di Alessandro Aquino

Neurone

All’inizio si comincia a dimenticare nomi, date e appuntamenti. Poi, capita di faicare più del solito a trovare la giusta concentrazione, a distrarsi in fretta e a mancare di fantasia. Niente paura, il cervello ha solo bisogno di un pò di sana ginnastica. O, come direbbero gli inglesi che l’hanno inventata, di “mind gym”.

A mettere a punto l’ultima tendenza dei manager londinesi sono stati due specialisti di marketing, Octavius Black e Sebastian Baily, autori fra l’altro di un volume, Mind Gym, La mente va in palestra, pubblicato in Italia, e di un che dà consulenze on line.

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I neuroni specchio – Come capiamo ciò che fanno gli altri

sabato 3 maggio 2008 di Alessandro Aquino

Copertina del Libro \“Se ci riflettiamo a fondo, cos’è che facciamo per tutto il giorno noi esseri umani? Interpretiamo il mondo, e soprattutto le persone che ci troviamo di fronte. Lo facciamo senza nemmeno pensarci, ci sembra del tutto normale. Invece è davvero straordinario che appaia tanto normale! Per secoli i filosofi si sono scervellati sulla capacità umana di capirsi reciprocamente. Uno sconcerto più che comprensibile, il loro, non avendo di fatto dati scientifici a disposizione”.

Questo è quanto afferma l’autore di questo libro, il Prof. che dirige un laboratorio di neuroscienze all’Università della California a Los Angeles, e da anni produce nuove conoscenze a proposito di neuroni.

Questo libro intende mostrare come sia stretto il rapporto tra la scienza e la filosofia. Alcuni anni fa il Prof. Ramachandran disse, a proposito della scoperta dei cosiddetti neuroni specchio: “I neuroni specchio sono per le neuroscienze quello che il DNA è stato per la biologia”.

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La libera volontà è prevedibile con sette secondi d’anticipo

giovedì 17 aprile 2008 di Alessandro Aquino

L’ultima ricerca neurofisiologica sta dimostrando che i processi inconsci cerebrali si sviluppano fino a sette secondi prima che la decisione consapevole venga presa, e questi processi potrebbero essere predittivi sulla decisione stessa. Ecco ciò che i ricercatori del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia, in collaborazione con lo Charité University Hospital di Bernstein e il Centro Computational Neuroscience di Berlino, hanno dimostrato.

I ricercatori del gruppo del professor John-Dylan Haynes hanno utilizzato uno scanner cerebrale per indagare che cosa succede nel cervello umano appena prima di prendere una decisione. “Molti processi nel cervello si verificano automaticamente e senza il coinvolgimento della coscienza. In questo modo si impedisce alla nostra mente di essere sovraccaricata da semplici compiti routinari. Ma quando si tratta di decisioni che tendono ad assumere un carattere decisionale, esse vengono prodotte dalla nostra cosciente”.

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Proteine specifiche nelle sinapsi cerebrali

lunedì 7 aprile 2008 di Alessandro Aquino

sinapsi cerebrali

Ora, i ricercatori hanno sperimentato un nuovo approccio, che consente loro di analizzare centinaia di molecole sinaptiche simultaneamente. Ralf Schoepfer, Al Burlingame e colleghi sono stati in grado di confrontare il l’operato e, soprattutto, la fosforilazione di proteine nella sinapsi di quattro diverse regioni cerebrali.

Le sinapsi sono le vie di collegamento che gestiscono il traffico nel nostro cervello, le giunzioni tra i neuroni, dove una cellula passa le informazioni alla cellula più vicina.

Per meglio comprendere questo flusso di traffico, gli scienziati hanno utilizzato la spettrometria di massa per analizzare la densità post-sinaptica (PSD, la sinapsi ricevente) di quattro regioni cerebrali nei topi: corteccia, mesencefalo, cervelletto, e ippocampo. In totale, hanno esaminato oltre 2000 proteine e trovato alcune dati significativi sulla trasmissione neuronale e la memoria.

Per esempio, hanno osservato che fra tutte le regioni cerebrali, l’ippocampo contiene i più alti livelli di fosfatasi e di chinasi, proteine in grado di aggiungere e rimuovere quanti di fosfato ad e da altre proteine. La fosforilazione fornisce una flessibile e facilmente reversibile via per regolare le proteine, e questa scoperta suggerisce come l’ippocampo potrebbe svolgere uno dei suoi ruoli principali: la raccolta e il consolidamento dei ricordi.

Questa analisi dovrebbe notevolmente aiutare a capire come diverse parti del cervello possano gestire diverse funzioni, e prevede anche la possibilità di studiare i meccanismi di riparazione neuronale e di malattie come la schizofrenia o l’autismo.

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Il cervello riconosce la lingua madre

lunedì 7 aprile 2008 di Alessandro Aquino

cervello corteccia visivaÈ di ieri la notizia, tutta di casa nostra, di uno studio effettuato a pochi passi dal Policlinico in cui lavoro e faccio ricerca, a dimostrazione della presenza di un’area cerebrale di riconoscimento della propria lingua madre, distinguibile dalle altre lingue acquisite durante la propria esperienza.

Lo studio effettuato nel laboratorio di Elettrofisiologia cognitiva del , in collaborazione con l’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR di Milano-Segrate dimostrano che esiste una regione del cervello, chiamata area per la forma visiva delle parole, localizzata nel cosiddetto giro fusiforme sinistro della corteccia occipito/temporale, che riconosce automaticamente la forma delle lettere e delle parole, ed è molto sensibile ai livelli di familiarità delle stesse.

La ricerca è stata condotta su 15 interpreti simultanei italiani di elevata professionalità la cui conoscenza dell’inglese era indistinguibile da quella della lingua madre. Questo è stato constatato tramite lo studio dell’attività bioelettrica cerebrale in grado di distinguere la lingua madre da qualunque lingua appresa in età scolare.

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L’uomo senza numeri

giovedì 3 aprile 2008 di Alessandro Aquino

numeri

C’è un uomo senza numeri. Il suo cervello non li riconosce. Numeri di telefono, date, Pin o numeri civici per lui non hanno senso: sono finiti in un “buco nero” del suo cervello. Tanto che l’uomo non ricorda più la sua data di nascita. Ma non si tratta di amnesia.

Questo è quanto accade ad un uomo inglese, che se dovesse raggiungere un determinato indirizzo, troverebbe la via, ma poi si perderebbe alla ricerca del portone, cioè del numero civico desiderato. è uno dei tanti inconvenienti di una vita senza numeri. A questo paziente, un danno cerebrale ha cancellato i numeri impressi da sempre nella sua mente. Ormai, per lui, i numeri significano solo calcoli matematici. è infatti questo, l’unico modo in cui può ancora usare e riconoscere i numeri.

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Neuroni Specchio

martedì 25 marzo 2008 di Alessandro Aquino

neuroni specchio cervello

Vi siete mai chiesti perché le persone sono così coinvolte, così profondamente coinvolte, con tale angoscia, tale pena, da mangiarsi le unghie per lo sport? Possiamo perderci completamente per i film, per i videogame, guardando un balletto.

C’è qualcosa negli esseri umani, in particolare, che permette di entrare in contatto profondamente quando guardano le altre persone. Le guardano muoversi, giocare. Quando guardano le loro facce.

C’è una spiegazione per questa strana abilità di connessione con gli altri. Esiste un set di cellule cerebrali, localizzato su entrambi gli emisferi, che si chiama set dei neuroni specchio.

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Il Prozac come il Placebo

mercoledì 27 febbraio 2008 di Federico Illesi

prozac farmaco

Secondo un nuovo studio solo le persone con forti depressioni possono trarre vantaggio dall’assunzione di antidepressivi come il Prozac.

«Anche se i pazienti dicono di ottenere miglioramenti quando prendono gli antidepressivi otterrebbero gli stessi effetti se non migliori assumendo un placebo» ha detto Irving Kirsch, professore dell’università di Hull in Gran Bretagna.
Questo significa che le persone depresse possono migliorare senza trattamenti farmacologici.

Kirsch ha precisato di aver presentato tutti i risultati dello studio alla FDA (ente americano per il controllo sui farmaci) che poi saranno sottoposti anche alle autorità europee.

Gli antidepressivi come Prozac, stando alla ricerca, indurrebbero miglioramenti minimi rispetto al placebo, valutabili in due punti sulla scala Hamilton della depressione, che si compone in tutto di 51 punti.
Nel mondo tale valore -benché minimo- è sufficiente per ottenere l’autorizzazione alla commercializzazione, ma questo non è altrettanto sufficiente in Gran Bretagna dove sono necessari tre punti sulla scala Hamilton per stabilire una differenza clinica significativa.

La ricerca quindi vuole trasmettere il messaggio che la somministrazione di antidepressivi ai pazienti affetti da depressione non grave è sostanzialmente inutile, perché hanno minimi miglioramenti ed effetti secondari indesiderati potenzialmente maggiori dei benefici apportati.



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Rischio di depressione in forte aumento nei quarantenni

mercoledì 30 gennaio 2008 di Federico Illesi

depressioneUn famoso detto dice che la vita inizia a 40 anni; una ricerca però smentisce questa frase, mettendo in luce che proprio quest’età riscontra un forte incremento di casi di depressione.

L’analisi è stata svolta su oltre due milioni di persone provenienti da ben 80 paesi diversi: il risultato ottenuto in media esclude che giovani e anziani risentano di problemi di depressione, mentre il rischio si alza notevolmente per gli uomini e le donne cosiddette di mezza età.
Questo studio, della University of Warwick and Dartmouth College, ha quindi mostrato quanto sia costante la presenza di depressione in persone che mediamente raggiungono i 44 anni d’età, con l’eccezione proprio americana che vede maggiori casistiche nelle donne di 40 anni e negli uomini di 50 anni.

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Rimossa una palla di 4,5kg di capelli dallo stomaco di una giovane

venerdì 23 novembre 2007 di Federico Illesi

palla di capelli nello stomaco

Il New England Journal of Medicine ha pubblicato una notizia, al limite della divulgabilità, secondo cui a una ragazza i chirurghi hanno rimosso una palla di capelli di ben 4,5kg dallo stomaco.

A quanto riportato dal medico di base, la ragazza continuava a perdere peso e ad avvertire forti dolori allo stomaco con continui episodi di vomito.
Dopo un esame di accertamento, i clinici -come me- sono rimasti impressionati dal ritrovamento di un’enorme massa che bloccava l’intero stomaco delle dimensioni di 40x18x18cm.

La ragazza mangiatrice di capelli, dopo l’intervento, è stata ricoverata in una clinica psichiatrica e ad oggi (circa un anno dopo l’episodio) ha ripreso il peso perduto e a condurre una vita più equilibrata.

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