ormoni

Ormoni femminili, come agiscono?

lunedì 10 novembre 2008 di Valeria Gatopoulos

orologio biologicoGli estrogeni sono degli ormoni steroidei, circa 18 per comodità riuniti sotto un unico nome, che agiscono in diversi modi, a seconda delle fasi di sviluppo dell’apparato riproduttore femminile.

Durante la pubertà, che va dagli 11-13anni, anche se pare che ormai l’età si sia di gran lunga abbassata, gli ormoni sono resposabili delle modificazioni fisiologiche del corpo femminile. Sin dalla nascita e nel periodo prenatale la presenza di questi ormoni accompagnati da una dose di testosterone è responsabile della formazione dei caratteri sessuali primari, nel qual caso vagina, e più internamente utero e ovaie. Per quanto riguarda i caratteri sessuali secondari, seno, crescita dei peli su gambe, pube, ascelle, l’azione degli estrogeni è accompagnata da una dimizione di testosterone, dall’aumento degli androgeni, che portano alla comparsa del menarca.

La prima mestruazione è una segno dell’inizio del ciclo riproduttivo della donna, la donna, da questo momento a meno che non abbia problemi di altra natura, è fertile.

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Il gene responsabile dell’eiaculazione precoce

venerdì 10 ottobre 2008 di Alessandro Aquino

Altro che ansia o stress da prestazione: l’eiaculazione precoce è una questione di geni che non fanno il loro dovere.
Più scientificamente: esiste un gene che garantisce la produzione di un certo ormone, chiamato serotonina, che a sua volta assicura ai maschi la giusta durata del rapporto sessuale; se però questo gene è presente in una forma variata e lavora poco, nasce il problema. Chi ha la variante sbagliata eiacula due volte più rapidamente di chi non ce l’ha. Però chi ce l’ha ha altri vantaggi: essendo un tipo «rapido» e con i riflessi pronti, può essere un eccellente tennista o un abile giocatore di videogame.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, è stata condotta su 200 olandesi, 89 dei quali lamentavano una cosiddetta eiaculazione precoce primaria: soffrivano cioè di questo disturbo fin dal primo rapporto sessuale.
Alle loro partner abituali è stato allora chiesto di «cronometrare» per un mese di fila, durante il rapporto sessuale, il tempo impiegato prima di arrivare all’eiaculazione.

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Identificato il gene che regola la tiroide

lunedì 9 giugno 2008 di Federico Illesi

anatomia tiroide ormoneIdentificato da una équipe del di Cagliari un gene che regola i livelli dell’ormone TSH (Thyroid stimulating hormone) e la funzionalità tiroidea. È possibile che questo gene possa costituire un bersaglio per il trattamento di alcune patologie endocrine che colpiscono circa il 10% della popolazione mondiale.
Lo studio è stato pubblicato sull’American Journal of Human Genetics.

La popolazione dell’Ogliastra, un’area della Sardegna isolata per millenni e che, con molta probabilità, deriva da un ristretto numero di individui fondatori continua a confermarsi laboratorio naturale di ricerche genetiche. Un nuovo studio che ha coinvolto 4.300 volontari dell’Ogliastra partecipanti al progetto “Progenia” ha portato all’identificazione di una forte associazione tra uno specifico polimorfismo del gene pde8B ed i livelli di TSH (Thyroid stimulating hormone), l’ormone che stimola la tiroide.

«In particolare», spiega Silvia Naitza, ricercatrice dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia (inn) del Consiglio nazionale delle ricerche di Cagliari, responsabile della ricerca, «la presenza dell’allele raro di questo snp è associata ad un aumento dei livelli di tsh nel sangue. Tali livelli sono indicatori sensibili della funzionalità della tiroide, una ghiandola che controlla il metabolismo corporeo e la cui alterazione porta allo sviluppo di alcune comuni malattie endocrine che colpiscono circa il 10% della popolazione mondiale».

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Forti come Braccio di Ferro

giovedì 29 maggio 2008 di Alessandro Aquino

Braccio di Ferro

Forse Braccio di Ferro ha ragione: gli spinaci danno forza. Ma non per il contenuto in ferro e acido folico. Il merito va ad uno steroide vegetale, appena scoperto, contenuto nelle loro foglie, capace di stimolare la crescita muscolare.

La scoperta è una ricerca, pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry targata Università del New Jersey. Gli spinaci, come altre verdure a foglie verdi, sono ricchi di nutrienti essenziali, tra cui anche il ferro, sebbene non nelle quantità contenute nei legumi e nella carne.

Non da questi elementi però trarrebbe la sua forza il personaggio del burbero marinaio, inventato a suo tempo proprio per far pubblicità al valore nutritivo degli spinaci. Ma da un fitosteroide che i ricercatori hanno ricavato da questa pianta.

Messo in colture di cellule muscolari ne aumenta il volume del 20%. Somministrando a topolini, accresce la loro forza muscolare.

Questa sostanza, dunque, potrebbe davvero rivelarsi utile per aumentare la massa muscolare, ma, avvertono gli scienziati, per ingerirne in quantità sufficiente per sortire gli stessi effetti visti sul muscolo in provetta, bisognerebbe mangiare qualcosa come 1 Kg di spinaci al giorno: insomma come fa Braccio di Ferro che ne mangia una lattina intera in un sol boccone.



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Test per i noduli tiroidei

sabato 24 maggio 2008 di Alessandro Aquino

Introducendo il test di noduli tiroidei sospetti per la presenza di galectina-3, eviterebbe un considerevole numero di procedure chirurgiche inutili, secondo un articolo pubblicato il 19 maggio 2008 dal Lancet Oncology.

Lo screening dei noduli tiroidei potenzialmente cancerogeni è attualmente inesatto. Infatti, circa l’85% di tutti i noduli rimossi chirurgicamente in realtà sono benigni. L’ attuale preliminare metodo di screening di lesioni per il tumore maligno comporta l’esame morfologico delle cellule all’interno che sono state estratte con una biopsia per ago-aspirato. Tuttavia, sulla base di questo tipo di citologia, è molto difficile distinguere tra cancro e cellule non cancerose della tiroide. Secondo gli autori l’alta prevalenza di noduli tiroidei nella popolazione adulta (19-67% di individui scelti a caso) e la bassa prevalenza di tumori della tiroide, fare la diagnosi di cancro alla tiroide è molto difficile.

Galectina-3, che è una molecola che lega specifici zuccheri, che normalmente non si trovano nel citoplasma delle cellule sane della tiroide. Se è presente in maniera anomala, è in grado di bloccare la morte cellulare, portando allo sviluppo del cancro.

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Orgasmo: le radici neurologiche del piacere sessuale

venerdì 16 maggio 2008 di Federico Illesi

cervello donneIl desiderio sessuale e l’orgasmo sono influenzati dal cervello e dal sistema nervoso, zone dell’organismo che controllano le ghiandole sessuali e gli organi genitali.
Gli ingredienti del piacere sessuale che portano all’orgasmo sembrano differire tra uomini e donne, ma i ricercatori hanno scoperto molte cose in comune.

Gli studiosi hanno valutato l’attività cerebrale di uomini e donne durante il raggiungimento dell’orgasmo, osservando in entrambe un rilascio dell’inibizione con lo “spegnimento” delle strutture deputate ai centri dello stato vigile.
Il raggiungimento dell’orgasmo è dato quindi da un complesso insieme di segnali psicologici e sensoriali, assieme al silenziamento di alcune aree critiche nel cervello.

L’evidenza si è ottenuta su un gruppo di donne con disordini sessuali del desiderio che avevano perso la libido (energia psichica che è alla base delle pulsioni sessuali). Dopo aver detto alle pazienti di aver applicato un cerotto di testosterone, ormone alla base delle funzioni sessuali, il desiderio sessuale è tornato, il fatto è che i cerotti in questione non contenevano ormoni.
Il placebo insomma ha guarito molte donne del gruppo sotto esame a dimostrazione del fatto che spesso il blocco sessuale è legato strettamente a una condizione emotivo-sensoriale elaborata dal nostro cervello.

[via e foto ]



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La voce delle donne super arma di seduzione

sabato 10 maggio 2008 di Alessandro Aquino

Non c’è bisogno di essere la Sirenetta per riuscire ad ammaliare gli uomini: in ogni donna infatti si nasconde una sirena pronta ad incantare il cuore maschile con la propria voce. Lo dimostra uno studio della State University di New York pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behavior.

Probabilmente, la laringe, dove viene generata la voce, è sotto l’influenza degli ormoni sessuali femminili la cui concentrazione dipende dai giorni del ciclo mestruale. Ciò fa si che anche la voce femminile, come già visto in altri studi sulle movenze della donna, gli odori sprigionati dal suo corpo e la “malia” del suo sguardo nei giorni dell’ovulazione, diventi un’arma di seduzione.

Lo studio dei ricercatori si è basato sulle registrazioni delle voci di un gruppo di donne nelle diverse fasi del ciclo mestruale. I maschi cui venivano fatte ascoltare le voci, ma anche le altre donne, puntualmente giudicavano più attraente la voce della donna registrata quando lei era nei giorni dell’ovulazione.

A differenza degli altri mammiferi, le donne non manifestano esteriormente il fatto che siano più propense alla gravidanza. Ma inconsciamente avvertono gli uomini. Altri studi svelano che lei si veste in maniera più sexy in quei giorni e che lui è molto più attratto dal suo odore. In quei giorni, in quei giorni, le donne diventerebbero anche più cattive verso le altre, viste come rivali.

[img Walt Disney]



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GLP-1, incretina e incretino mimetici, cosa sono?

lunedì 10 marzo 2008 di Federico Illesi

glp-1 glucagon-like peptide-1Un’incretina è un ormone rilasciato in circolo dall’intestino in risposta all’assunzione di cibo. Tale ormone contribuisce a regolare le concentrazioni di zucchero (glucosio) nel sangue.

L'”effetto incretinico” è stato descritto per la prima volta negli anni ’60. I ricercatori osservarono che il glucosio somministrato per via orale provocava una risposta insulinica maggiore rispetto al glucosio somministrato per via endovenosa, nonostante l’equivalenza dei livelli glicemici raggiunti. L’effetto incretinico è responsabile del 60% della secrezione insulinica postprandiale, ma è meno pronunciato nelle persone con diabete di tipo 2.
Si ritiene generalmente che l’incretina più importante prodotta dall’intestino umano sia il GLP-1 (glucagon-like peptide-1).

Cosa fa il GLP-1?

La funzione primaria del GLP-1, un’incretina, è la stimolazione della secrezione insulinica in base alle concentrazioni di glucosio presenti nel sangue. Tale correlazione con le concentrazioni glicemiche impedisce la secrezione di quantità eccessive di insulina, che potrebbe portare a concentrazioni pericolosamente basse di glucosio nel sangue, una condizione detta ipoglicemia.

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Crescita del seno: record nelle donne inglesi

mercoledì 23 gennaio 2008 di Federico Illesi

crescita aumento seno

Secondo un recente studio targato Marks & Spencer, noto marchio d’abbigliamento, l’aumento dei seni britannici è in costante aumento e le cause risiederebbero nello stile di vita.

I principali indiziati per questa crescita anomala del seno sarebbero le sostanze chimiche contenute anche nei prodotti per il make-up, come i rossetti, e soprattutto lo straordinario quantitativo di estrogeni assunti dalle donne in menopausa.

La nutrizionista Marilyn Glenville crede che molte donne riscontrino una notevole crescita delle dimensioni del seno in seguito alla TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva) frequente nel Paese. Inoltre, nell’indagine effettuata vanno considerate alcune abitudini di vita, come il notevole consumo di alcolici, che sarebbe in relazione con la crescita del seno.

Dall’Italia sono arrivati molti pareri autorevoli che si dividono sostanzialmente tra la quantità di estrogeni assunti e l’aumento generalizzato dell’obesità, collegata all’aumento del seno, essendo quest’ultimo costituito soprattutto da tessuto adiposo.



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Ormone della crescita: iniezione in 3 step

venerdì 30 novembre 2007 di Federico Illesi

iniezioni ormone della crescita

È stato da poco approvato dalla FDA easypod, un dispositivo per le iniezioni di somatotropina (ormone della crescita prodotto nell’adenoipofisi, noto anche con l’acronimo GH del nome inglese Growth Hormone), realizzato dalla Merck Serono S.A.

Nello sviluppo di questo dispositivo pazienti e clinici hanno cooperato assieme per migliorare il più possibile il sistema per la somministrazione dell’ormone della crescita.
Le iniezioni, effettuate sottocutanee, in tre semplici step:

  1. inserire l’ago;
  2. iniettare la dose;
  3. rimuovere l’ago.

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