Cancro

Scoprire il tumore nella saliva

lunedì 19 ottobre 2009 di Silvia Soligon

esame saliva testUn semplice test della saliva per diagnosticare un tumore nella cavità orale: è questa la proposta di un gruppo di ricercatori israeliani, che hanno dimostrato che l’analisi di otto molecole presenti proprio nella saliva è sufficiente a rilevare la presenza del carcinoma orale a cellule squamose. La ricerca è stata pubblicata dal British Journal of Cancer e apre nuovi scenari sia nella diagnosi, sia nel monitoraggio post-operatorio dei pazienti affetti da questo tipo di cancro.

Il tumore orale è il sesto cancro più diffuso, con un’aspettativa di vita di cinque anni per la metà degli individui affetti. Fino ad oggi la terapia si è basata sulla determinazione dello stadio di sviluppo del tumore; tuttavia, questo approccio non è riuscito ad ottenere una buona risposta in tutti i pazienti.

[Continua a leggere »]



Tag: , ,

Scoperte le basi molecolari dell’angiogenesi nei tumori

lunedì 19 ottobre 2009 di Silvia Soligon

p53È made in Italy lo studio pubblicato sulle pagine della rivista Nature Structural and Molecular Biology in cui sono stati smascherati i meccanismi molecolari alla base dell’invasività dei tumori. La ricerca è stata condotta presso i la boratori dell’IRE (Istituto Nazionale Tumori Regina Elena) di Roma e ha dimostrato che i geni p53, E2F1 e ID4 promuovono la produzione di nuovi vasi sanguigni e, di conseguenza, la crescita e la diffusione del cancro.

Perché un tumore possa sopravvivere e diffondersi all’interno dell’organismo è necessario il cosiddetto processo di angiogenesi, ossia la produzione di nuovi vasi sanguigni attraveso cui i nutrienti possano giungere alle cellule tumorali. Questo fenomeno è anche alla base della formazione delle mestasi e, quindi, della diffusione del cancro in zone anche lontane da quella in cui si è formata inizialmente la massa tumorale. Secondo lo studio condotto dal gruppo romano, guidato da Giovanni Blandino, nelle cellule cancerose una forma mutata di p53 promuove l’angiogenesi interagendo con E2F1 e portando, così, alla produzione di quantità eccessivamente elevate di ID4. Quest’ultima favorisce la produzione di fattori che aumentano la capacità del tumore di dotarsi di vasi sanguigni.

L’analisi ha coinvolto 186 pazienti affette da cancro al seno e i risultati ottenuti concordano con passati studi che hanno dimostrato che i tumori che presentano una mutazione in p53 sono più aggressivi e resistenti alle terapie. Questa proteina si conferma, quindi, come uno dei possibili bersagli delle terapie anti-tumorali.

Fonte: Fontemaggi G. et al., The execution of the transcriptional axis mutant p53, E2F1 and ID4 promotes tumor neo-angiogenesis. Nature Structural & Molecular Biology . Published online: 27 September 2009



Tag: , ,

Quando il rospo si trasforma in farmaco

giovedì 8 ottobre 2009 di Silvia Soligon

rospoSembrerebbe il finale di una favola, invece ha solide basi sperimentali lo studio clinico pubblicato sulle pagine della rivista Cancer secondo cui lo huachansu, un medicinale cinese ottenuto dal veleno essiccato di rospo, aiuta nella cura di diverse forme di tumore. Ricercatori dell’Anderson Cancer Center (Università del Texas), in collaborazione con gli esperti dell’University Cancer Hospital di Shangai, hanno mostrato una riduzione della progressione del cancro al fegato, al pancreas e al polmone in pazienti sottoposti ad un trattamento clinico in fase I di sperimentazione.

Le proprietà antitumorali dello huachansu, ottenuto dal secreto delle ghiandole della pelle dei rospi, sono note fin dagli anni settanta, quando è entrato in uso in Cina per curare tumori al fegato, al polmone, al colon e al pancreas. Lo studio condotto negli Stati Uniti ha avuto inizio nel gennaio 2005 con la somministrazione giornaliera a 15 pazienti di una dose di farmaco otto volte superiore rispetto a quella utilizzata dai medici cinesi; il trattamento ha previsto due o più cicli di 14 giorni e si è protratto fino al luglio 2006. Nonostante le elevate dosi somministrate, la maggior parte dei pazienti non ha riportato reazioni di tossicità, nemmeno a livello cardiaco, né una progressione dei sintomi correlati al tumore. Non solo: nel 40% dei pazienti affetti da tumore al fegato la sua progressione si è arrestata per una media di sei mesi e in un caso è stata osservata una riduzione della massa del tumore del 20%, durata per più di undici mesi.

[Continua a leggere »]



Tag: , ,

Progetto Tetra contro il tumore orale

giovedì 1 ottobre 2009 di Alessandro Aquino

tumore_orale

Al via il “Progetto Tetra”, un attacco su quattro assi al tumore orale che, per la prima volta in Italia, vede unite la Commissione Nazionale Albo Odontoiatri (CAO), e le società scientifiche istituzionali di riferimento in tema di salute orale (SIPMO e SIOCMF), per pianificare un intervento di motivazione ed educazione alla prevenzione primaria, con presentazione di una rete di riferimento.

“I dati epidemiologici indicano che questa malattia non è rara e ormai non interessa più solamente dopo i 50-60 anni. Fondamentale è la diagnosi precoce che porta ad una sopravvivenza superiore al 90%”, afferma il prof. Sandro Pelo, Direttore dell’Unità operativa di Chirurgia maxillo-facciale dell’Università Cattolica di Roma presso il Complesso integrato Columbus. Il Progetto mira a migliorare la consapevolezza dei professionisti della salute orale sul rischio della malattia.



Tag: , , , ,

Leucemia: come spegnerla

martedì 8 settembre 2009 di Alessandro Aquino

Leukemia

Un gruppo di ricercatori dell’universita’ di Syracuse, USA, ha individuato una proteina che sembra giocare un ruolo chiave nella sovraproduzione di cellule tumorali nella leucemia. Questa molecola avrebbe pero’ un ruolo chiave anche in altre forme di tumori.

La notizia e’ stata segnalata dalla rivista Journal of Biological Chemistry che l’ha riportata come “news of the week”. Nel corso delle loro ricerche sul complesso proteinico che porta al differenziamento delle cellule leucemiche, i ricercatori si sono imbattuti in una specifica proteina che e’ stata battezzata W-RAd.

Questa proteina in pratica segnala alle cellule cancerogene, che si sono gia’ formate, di riprodursi e di proliferare in maniera abnorme. Se si riuscisse a scoprire un modo per spegnere questo interruttore allora si potrebbe essere in grado di rallentare la crescita del tumore e anche di bloccarlo.

[]



Tag: , , , , ,

Nuovo studio sul cancro al seno

lunedì 7 settembre 2009 di Alessandro Aquino

seno

Lo Studio, presentato nell’ambito dell’undicesima conferenza internazionale sul tumore al seno organizzata dall’, ha dimostrato un beneficio clinico nella terapia dei tumori usando come bersaglio la chemiosensibilità delle cellule tumorali circolanti, piuttosto che le attuali terapie che hanno come bersaglio il tumore primitivo. Il modello comunemente accettato della diffusione tumorale a distanza nella neoplasia mammaria si basa sulla presenza di cellule tumorali circolanti in grado di dare origine a depositi di cellule tumorali disseminate nei vari distretti.

[Continua a leggere »]



Tag: , , , , , ,

Una birra al giorno potrebbe causare il cancro

mercoledì 26 agosto 2009 di Giulio Bernardinelli

birraUna ricerca condotta dai ricercatori dell’università canadese McGill ha messo in relazione il consumo assiduo di birra e alcolici con l’insorgere di alcune tipologie di tumori.

È stata osservata una correlazione diretta tra il consumo di questi alcolici e i tumori che colpiscono i seguenti organi: esofago, stomaco, polmoni, pancreas, fegato e prostata.

I risultati della ricerca sono emersi studiando 3600 uomini canadesi tra i 35 ed i 70 anni. In conclusione, quindi, è emerso che chi beve da una a sei volte a settimana ha una probabilità più elevata dell’83% di ammalarsi di tumore dell’esofago rispetto a chi non consuma alcolici. Inoltre, il rischio è tre volte più elevato per le persone che bevono quotidianamente.

D’altra parte questo rischio non sembra essere presente nei bevitori di vino, che è legato però ad altre patologie.

[foto ]



Tag: , , , ,

Aria Electronic Cigarette

venerdì 7 agosto 2009 di Federico Illesi

Aria Electronic Cigarette

In relazione all’articolo di sabato 25 luglio in cui la Food and Drug Administration ha lanciato un messaggio di allerta a riguardo della sigaretta elettronica, pubblico ora la replica della società AURIPEN S.r.l., produttrice di Aria Electronic Cigarette.

La società Auripen srl, in qualità di assemblatrice e distributrice di sigarette elettroniche, con la presente è a replicare circa le ultime notizie riportate nel vostro spazio web, relative alla presunta pericolosità delle sostanze presenti nel liquido della sigaretta elettronica cinese, denunciata dalla FDA per il mercato USA.
Si dichiara quanto segue: «Il liquido contenuto all’interno di Aria Electronic cigarettes, è interamente prodotto in Italia dalla Società Auripen in collaborazione con il dipartimento di chimica dell’Università di Perugia, ed è privo di contenuti tossici».

[Continua a leggere »]



Tag: , , , , , ,

Schistosoma haematobium e cancro alla vescica

giovedì 6 agosto 2009 di Silvia Lisciani

Schistosoma haematobium

Lo Schistosoma haematobium è parassita dell’uomo in grado di causare diversi danni ai tessuti, in particolare in quelli del tratto urinario, dove depone le uova, causando infiammazioni che possono evolvere in cancro. Nei paesi africani, dove la parassitosi è endemica, infatti, il cancro alla vescica è molto diffuso risultando secondo solo a quello della mammella. L’esistenza di un legame diretto tra l’infezione da Schistosoma heamatobium ed il cancro alla vescica è stata da poco confermata da due studi condotti dagli scienziati dell’Istituto Nazionale della Salute e dell’istituto di Patologia e Immunologia Molecolare dell’università di Porto.

[Continua a leggere »]



Tag: , , , ,

Tintarella artificiale addio!

giovedì 30 luglio 2009 di Valeria Gatopoulos

doccia solareBrutte notizie per gli amanti della tintarella fuori stagione, le lampade abbronzanti sono cancerogene.
La dichiarazione è arrivata da un gruppo di esperti che ha studiato gli effetti e le conseguenze di una prolungata esposizioni alla luce delle lampade solari.

Sono ormai troppe le persone che ricorrono all’abbronzatura artificiale e ultraveloce e la moda pare essersi allargata anche tra i più giovani, questi ultimi sono i soggetti più a rischio, tant’è che in alcuni paese le lampade sono state vietate ai minori e sarebbero proprio i più giovani a sviluppare nel 75% dei casi melanomi in età precoce.

Ma quel che lascia perplessi i clienti dei centri solari è la decisione presa dall’OMS di innalzare il livello di nocività dei raggi Uv artificiali.

Se nel 1992 il livello di pericolosità era stabile al secondo posto, le nuove lampade solari si aggiudicano un bel primo posto, divenendo, da oggi, ufficialmente cancerogene e poco contano le creme protettive.



Tag: , , , , , ,