Cancro

Le staminali possono innescare le metastasi

venerdì 5 ottobre 2007 di Federico Illesi

cellule staminaliSecondo alcuni ricercatori del Whitehead Institute le proprie cellule staminali potrebbero, il condizionale è d’obbligo, innescare delle alterazioni nelle cellule cancerogene, facilitando la loro diffusione nel corpo.

Questa pericolosa diffusione ha un nome: si chiama metastasi e rappresenta una complicazione grave nella cura dei tumori. Le cellule tumorali in questo processo di diffusione invadono nel vero senso della parola altri organi, formando nuovi tumori.

Nel tentativo di scoprire il meccanismo delle metastasi gli scienziati hanno trovato che alcune cellule presenti nel midollo osseo, chiamate cellule staminali mesenchimali, migrano in grande numero nella regione del tumore. In questo senso le staminali potrebbero essere implicate nel devastante processo, promuovendo e fortificando le cellule tumorali.

Iniettando poi le cellule staminali mesenchimali all’interno di un tumore alla mammella di un topo si è osservata una diffusione 7 volte più veloce e severa del normale.
L’attività di ricerca potrà quindi fare luce sui complicati meccanismi cellulari alla base dei tumori cercando una possibile soluzione almeno per quanto riguarda il confinamento delle cellule cancerogene in un sol loco.

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Gli integratori multivitaminici portano al cancro?

martedì 2 ottobre 2007 di Federico Illesi

integratori alimentari vitaminiciSecondo un nuovo studio, condotto da ricercatori indiani, sembrerebbe proprio di sì: gli uomini che assumono degli integratori multivitaminici più volte al giorno hanno una probabilità maggiore di sviluppare il cancro alla prostata.

Già in passato mi ero occupato degli integratori multivitaminici e dei loro reali effetti in questi post che vi consiglio di leggere per farvi un’idea:

I ricercatori in questo caso non hanno trovato una correlazione diretta fra l’assunzione di multivitaminici e il rischio di sviluppare il cancro alla prostata, però hanno constatato che nei casi esaminati i pazienti che assumevano integratori multivitaminici più volte al dì hanno una incidenza di tumore alla prostata il 32% più frequente e che porta alla morte nella quasi totalità dei casi (98%).

Nel dubbio sulla veridicità di questi dati, forse sarebbe meglio cercare di assumere minerali e vitamine mangiando o bevendo cose naturali e non concentrati sintetici su cui pendono dubbi non di certo rassicuranti.

[via indiatimes]



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Farmaco innovativo contro il melanoma

giovedì 27 settembre 2007 di Federico Illesi

melanoma

A Barcellona dove si sta svolgendo ECCO, la conferenza europea contro il cancro (European Cancer Conference), i ricercatori della hanno presentato un farmaco che darebbe buone speranze contro il cancro della pelle chiamato melanoma.

Il farmaco, ancora senza nome, sarebbe in grado di arrestare o almeno ritardare lo sviluppo del melanoma andando ad agire sul metabolismo dell’ossigeno nelle cellule tumorali. Nel dettaglio le cellule cancerose sono molto ricche di reagenti all’ossigeno (reactive oxygen species, ROS) e una percentuale elevata di 02 non fa altro che stimolare il processo di apoptosi cellulare indotta dai mitocondri.
Il Dottor Alex Eggermont afferma che il sistema scoperto per arricchire le cellule non influisce minimamente sulle cellule sane, colpendo invece fortemente le cellule turorali.

Il melanoma è uno dei tumori più forti: circa il 70% dei pazienti colpiti da melanoma non sopravvive.
Si spera che a breve arrivino ulteriori informazioni in merito



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Problemi alle coronarie e tumori colonrettali

mercoledì 26 settembre 2007 di Federico Illesi

cancro tumore colon rettaleI pazienti osservati ad Hong Kong a cui sono state diagnosticate patologie alle arterie coronarie hanno una probabilità doppia di sviluppare in seguito il tumore colonrettale, soprattutto se sono fumatori.

Il cancro colonrettale è il secondo tumore più diffuso al mondo con una stima di incidenza di una persona malata ogni venti sane, mentre i problemi alle coronarie (CAD, coronary artery disease) sono la principale causa di morte negli Stati Uniti.

L’osservazione dei medici è nata proprio dal fatto che entrambe queste patologie hanno gli stessi fattori di rischio e spesso occorrono assieme.
I partecipanti allo studio sono stati reclutati per eseguire la colonscopia dopo che l’angiografia aveva evidenziato la CAD. I ricercatori hanno trovato che il neoplasma colonrettale e le lesioni in stato avanzato erano più prevalenti (34.0% e 18.4% rispettivamente) nel gruppo con CAD-positiva che nella CAD-negativa (18.8% e 8.7%) e nella popolazione in genere (20.8% e 5.8%). Il cancro è stato trovato nel:

  • 4.4% con CAD-positiva;
  • 0.5% con CAD-negativa;
  • 1.4% nella popolazione.


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Vaccino Cervarix contro il cancro alla cervice

martedì 25 settembre 2007 di Federico Illesi

cervarix vaccino tumore cervice uteroLa GlaxoSmithKline, conosciuta anche come , ha diramato nella giornata di ieri un che informa che l’EMEA (European Agency for the Evaluation of Medicinal Products) ha approvato per il suolo europeo la commercializzazione di Cervarix, un vaccino nato per prevenire il cervicocarcinoma, anche conosciuto come tumore alla cervice uterina, che vi avevo già preannunciato più di un anno fa.

Questo farmaco è indicato per le donne di età compresa tra i 10 e i 25 anni ed è utile per prevenire i tumori legati ai ceppi 16 e 18 del papilloma virus (i più frequenti). Il CEO di GSK ha dichiarato: «La decisione di approvare il vaccino di GSK per la prevenzione del tumore delle cervice uterina rappresenta una grande notizia per le donne europee e consentirà ai medici di disporre di uno strumento di prevenzione importante per aiutare le donne a proteggersi contro il cervicocarcinoma, il secondo tipo di tumore femminile più diffuso”».
L’importante azione di questo farmaco va considerata anche pensando che ogni anno ben 270.000 donne nel mondo muoiono a causa di questo tumore; inoltre, il 71.5% dei tumori alla cervice uterina sono causati proprio dal papilloma virus HPV 16 e 18.

Chiaramente, l’utilizzo di questo farmaco non resta limitato alla fascia d’età soprascritta, ma ha riscontrato importanti successi anche in donne che hanno raggiunto i 55 anni.



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Il cancro si può evitare: è scritto nel nostro DNA

martedì 25 settembre 2007 di mafalda

cancro al seno mammellaAvete sentito la notizia di quella ragazza americana che avendo avuto una madre con un tumore al seno si è fatta togliere le mammelle ? Ecco sembra allucinante ma questa è l’ultima scoperta della genetica? Il nostro destino è già scritto nel DNA. Soffrirò di cuore? Mi verrà un tumore? Si può leggere nei geni.

Ogni anno in Italia si ammalano 35 mila donne di tumore il seno. Nell’ 8-10 per cento dei casi c’è una predisposizione genetica. Due i geni responsabili il Brca- 1 e il Brca-2. E si possono individuare con un test genetico predittivo, molto costoso e che dà la risposta in sei mesi.Per chi fosse interessato a questi nuovi test genetici e volesse avere maggiori informazioni esistono dei centri specializzati, soprattutto per la prevenzione di alcune tipologie di tumori come quelli intestinali, al seno, alle ovaie o al colon.

Tra i centri diagnostici per la prevenzione del cancro ci sono la , , il , , , Centro per i tumori ereditari del colon: prevenzione, diagnosi e cura.

Attenzione però non tutti i test sono facili e efficaci.



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Analisi del sangue per il cancro polmonare

lunedì 24 settembre 2007 di Federico Illesi

marker test tumoraleLa sta lavorando a un nuovo possibile biomarcatore (biomarker) per il tumore ai polmoni e non solo. HAAH (Human Aspartyl [Asparaginyl] ß-Hydroxylase), questo è il nome del marker, è una proteina presente nel reticolo endoplasmatico delle cellule in quantità minime nei pazienti sani, mentre in quantità elevate nei pazienti con tumore.

L’HAAH è stata riscontrata con livelli alti in circa 20 tipi differenti di cancro e addirittura i topi da laboratorio a cui sono state iniettate cellule con HAAH sovra-espresso hanno sviluppato il tumore.
Al momento è tutto ancora in fase di studio ma, se la proteina venisse confermata come marker tumorale con un semplice esame del sangue, i medici sarebbero in grado di diagnosticare in tempo il cancro ai polmoni e ad altre regioni del corpo.

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Radiochirurgia Stereotassica contro i tumori

venerdì 21 settembre 2007 di mafalda

tumori Radiochirurgia StereotassicaNon tutti forse ne sono al corrente ma i tumori al cervello o cerveletto ora si possono curare con l’innovativa (anche se all’estero viene praticata da più di 20 anni). La radiochirurgia stereotassica può essere adatta solo per le forme tumorali ancora di piccole dimensioni.

La radiochirurgia stereotassica è applicabile sia al tumore del cervello che del corpo, primario o metastastatico, ed è un trattamento indolore e non invasivo. La metodica fu sviluppata nel prestigioso Karolinska Institute di Stoccolma negli anni ’80, ed è stata poi diffusa in Giappone e negli U.S.A.

Promotore della tecnica negli Stati Uniti è il , Direttore dal 1987 al 2004 del Dipartimento di Radiation – Oncology (radioterapia – oncologia) del Cabrini Medical Center sito a New York.

Il a questo proposito ha detto:

“La radiochirurgia stereotassica è una metodica di irradiazione assistita dal computer. Nata per i tumori o malformazioni cerebrali, riesce a individuare, senza aprire la scatola cranica, l’esatta forma e localizzazione di un volume dentro la sostanza cerebrale. La metodica stereotassica prevede tre fasi. Prima dell’intervento, si deve “mappare” il cervello con i sistemi di imaging a disposizione. Il paziente viene perciò sottoposto a tomografia computerizzata, risonanza magnetica, tomografia a emissione di positroni, dopo averne fissato la testa a un cerchio rigido (detto “casco stereotassico” o “collimatore”) che serve a fornire i sistemi di riferimento da riportare nelle immagini ottenute. Lo stesso “casco” sarà indossato al momento dell’intervento”.

Tra i centri più qualificati in cui si pratica in Italia c’è la dove vi consigliamo di rivolgervi e farvi seguire dal dott. Giorgi, dove per altro si paga solo il ticket. Un’altra struttura dove è praticata è l’



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I dispositivi RFID provocano il cancro

mercoledì 19 settembre 2007 di Federico Illesi

microchip rfidDopo aver speso tante buone parole in passato sulle potenzialità dei dispositivi RFID è ora di dar voce a un articolo della Associated Press che creerà non poche dubbi sulla loro reale utilità.
Infatti, secondo alcuni esperti, il microchip RFID, impiantato sottocutaneo negli animali domestici e -da poco- anche negli umani per favorirne il riconoscimento, provocherebbe il cancro.

L’articolo della AP ha destato non poche perplessità nel mondo scientifico in quanto è difficile estendere agli uomini ricerche oncologiche sviluppate negli animali e ancora non esiste una percentuale affidabile di animali senza microchip che hanno sviluppato ugualmente il tumore da equiparare. Ad ogni modo, ciò che i veterinari francesi hanno scoperto è che i tumori maligni e i sarcomi negli animali col chip spesse volte si sviluppano attorno al dispositivo stesso con una casistica del 4,1%, in altre parole un animale ogni 25 -a cui è stato impiantato il chip sottocutaneo- svilupperà il cancro.

A mio avviso dati abbastanza discutibili che meritano necessariamente ulteriori approfondimenti prima di poter trarre delle conclusioni.



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Diagnosticare il melanoma

mercoledì 19 settembre 2007 di Federico Illesi

è un nuovo servizio che fornisce una utile guida medica adatta a tutti per capire meglio certe patologie.
Il punto di forza è la possibilità che viene offerta a tutte le persone che hanno un sito web di copiare e incollare il codice HTML per diffondere più facilmente il sapere.

Qui sotto trovate l’ABC (DE) per l’identificazione del tumore maligno della pelle, conosciuto con il nome di Melanoma.

In particolare ricordo per maggiore chiarezza le famose lettere: Asimmetria, Bordo, Colore, Diametro ed Evoluzione.

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