Sequestro del prodotto per bambini “Nimbus”, un errore

nimbus nutrigeaNegli ultimi 10 giorni erano in corso di esecuzione in varie ASL d’Italia ordini di sequestro per il prodotto nutraceutico per bambini “NIMBUS”, un coadiuvante nutrizionale per bambini distribuito da Nutrigea, utile per bilanciare efficacemente deficit di attenzione ed iperattività dei più piccoli. Il Ministero Salute aveva attivato misure restrittive per una presunta mancata notifica del prodotto agli organismi di controllo e per un sospetto effetto avverso incorso ad una bambina di 10 anni. In realtà, il prodotto era regolarmente notificato (è stato appurato un errore di archiviazione della notifica da parte del Ministero) e le analisi di laboratorio si sono rivelate nella norma.

Gallo (Nutrigea): «Sono sconcertato, mi chiedo come mai questo genere di “inconvenienti! capitino sempre e solo a noi aziende del comparto biologico-naturale, il danno non è solo per noi ma anche per i consumatori».

Repubblica di San Marino – Si “sgonfia” in pochi giorni il caso del sequestro del Nimbus, il prodotto distribuito da per i bambini con deficit di attenzione ed iperattività, posto sul banco degli imputati 15 giorni fa dal Ministero per la Salute. Il prodotto era in corso di sequestro in varie ASL a causa di una presunta mancata notifica al Ministero Salute, nonché per una sospetta tossicità a danno di una piccola paziente. Alcuni siti e newsletter web avevano riportato l’avviso “sospetta grave epatite acuta in bambina di dieci anni” ponendola in correlazione con “l’integratore NIMBUS, a base di alghe Klamath”.

La notizia era stata frettolosamente copia/incollata da un avviso ministeriale che riportava una sospetta reazione avversa in una bambina di 10 anni ricoverata all’Ospedale Niguarda di Milano, afflitta da un’epatite acuta, patologia che la bambina ha evidentemente sviluppato a prescindere dall’assunzione del Nimbus, dal momento che la piccola assumeva regolarmente il prodotto da ben 4 anni, come testimoniano le ricevute d’acquisto e le ricette, senza evidenziare mai alcun tipo d’intolleranza.

«È a mio avviso impossibile che l’effetto avverso sia attribuibile al Nimbus – ha dichiarato Stefano Scoglio, esperto nutrizionista – perché la bambina lo assumeva da tempo: avrebbe manifestato l’intolleranza acuta alla prima assunzione, o comunque anni fa».

Nonostante questi fatti, l’Ospedale ha ritenuto di allertare gli organismi di controllo sanitario, ed il Ministero Salute ha disposto la pubblicazione dell’avviso sul proprio sito internet, a seguito del quale diverse ASL hanno disposto per il sequestro del prodotto, complice il fatto che il NIMBUS inizialmente pareva non notificato al Ministero della Salute. Durante una sollecita ispezione della ASL delle Marche (il verbale è scaricabile ), l’azienda ha tuttavia prodotto l’intero fascicolo della documentazione che conferma l’avvenuta notifica fin dal 2005, incluse le ricevute dalle quali risulta confermata l’avvenuta ricezione dei documenti da parte del Ministero.

Luigi Gallo, amministratore di Nutrigea, la ditta distributrice del NIMBUS, ha dichiarato: «Riguardo all’allerta ministeriale, nell’iniziale comunicato del Ministero non si evidenziava un nesso diretto tra la reazione avversa al NIMBUS e l’epatite della bambina: si diceva che una bambina con l’epatite ha anche avuto una reazione avversa prendendo Nimbus, ed è ben diverso. I nostri specialisti ci confermano infatti che sarebbe inspiegabile una correlazione tra l’epatite ed il prodotto, dal momento che la bambina assumeva NIMBUS da almeno 4 anni. E riguardo alla presunta mancata notifica del prodotto al Ministero, siamo alle solite: noi aziende del comparto biologico-naturale siamo sempre perseguitate dalla medicina convenzionale e dalle autorità di controllo sanitario. Il nostro produttore Nutratec notifica regolarmente, loro si perdono i documenti, e noi però dobbiamo pagare le conseguenze. Meno male che Nutratec aveva conservato, come fa sempre, l’intero fascicolo, dal quale si evince con indiscutibile chiarezza che il prodotto è stato notificato al Ministero fin dal 2005. Qualcuno dovrà rendere conto di tutti questi disagi e di questo falso allarme ai consumatori, che ha creato inutili turbative in un settore delicato come quello della salute».

La ditta produttrice Nutratec ed il distributore Nutrigea evidenziano anche come il NIMBUS sia assolutamente entro i limiti richiesti dallo stesso Ministero della Salute e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), avendo un contenuto di microcistine (le molecole sospettate dal Niguarda di essere epatotossiche) pari, per stessa ammissione del Ministero Salute e delle autorità di controllo Europeo, ”…a circa il 6% della quantità giornaliera che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera normalmente sicura, tale da non porre nessun rischio né acuto né cronico”.

«L’ASL di Urbino, dove ha sede il produttore Nutratec – conclude il rappresentante della Nutrigea – ha effettuato un’accuratissima ispezione il 20 novembre scorso. I tecnici hanno esaminato non solo il lotto in questione, ma tutti i lotti degli ultimi 4 anni, ed hanno confermato che sono perfettamente a posto, con un contenuto di microcistine pienamente nella norma. Sono passati ben 12 giorni e il Ministero non ha ancora provveduto ad informare la rete dei suoi interlocutori istituzionali del fatto che il prodotto Nimbus risulta essere assolutamente in regola: di cosa stiamo parlando? Vogliamo tutelare la salute pubblica, o perseguitare un’azienda come la nostra, che ha fatto da sempre dell’assoluto rigore e qualità di produzione la propria bandiera?»

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