Archivio di ottobre 2009

Grassi in gravidanza, pericolo per la salute dei figli

mercoledì 21 ottobre 2009 di Silvia Soligon

dieta gravidanzaDa oggi anche i grassi rientrano nella lista degli alimenti cui fare attenzione in gravidanza. A dimostrarlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori inglesi: i figli di donne che durante la gestazione favorisce hanno consumato una quantità troppo elevata di grassi saturi hanno, infatti, una maggiore probabilità di sviluppare una patologia al fegato, la NAFLD (Non-alcoholic fatty liver desease). I risultati della ricerca sono stati pubblicati da Hepatology e confermano la pericolosità di una dieta troppo ricca di questo tipo di grassi.

La NAFLD è una malattia causata dall’accumulo di grassi nel fegato. Generalmente è associata all’obesità e non desta grandi preoccupazioni perché si sviluppa raramente e non è molto pericolosa. Tuttavia, negli individui che la sviluppano spesso degenera in cirrosi o in malattie croniche del fegato ben più gravi.

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La dieta del DNA

mercoledì 21 ottobre 2009 di Ilaria De Vito

spirale dnaC’è stato il tempo della frutta, della verdura, della pasta, ora è il momento della dieta del DNA. L’iniziativa è di Planet srl, che gestisce Vitalybra, un piano alimentare personalizzato ideato dal medico nutrizionista Primo Vercilli.

Per provarla la nuova dieta basta sottoporsi ad un test genetico in una delle principali farmacie italiane che hanno aderito al  progetto. Conoscendo il DNA sarà possibile individuare l’alimentazione più adatta ai bisogni nutrizionali di ciascuno. Uno schema super-personalizzato, basato sulla impronta genetica che rende ogni persona unica e irripetibile.

Per eseguire il test del Dna bastano pochi minuti, assicurano gli esperti. Il farmacista preleva un campione di saliva con il tamponcino e lo spedisce al laboratorio di analisi. I risultati del test del Dna, insieme a un piano alimentare, verranno poi recapitati da Vitalybra al farmacista e quindi consegnati a chi li ha richiesti.

“Termina così l’era delle diete restrittive – Primo Vercilli – perché la cosa più importante per perdere i chili di troppo, e prevenire molte patologie legate al sovrappeso e all’obesità, non è eliminare a caso alcuni cibi dal menu, ma selezionare gli alimenti più idonei ad ogni individuo […]. I criteri più importanti per stabilire l’idoneità alimentare per una persona sono: lo stato nutrizionale; i sintomi, i disturbi e la situazione clinica; le caratteristiche farmacologiche degli alimenti; l’indice e il carico glicemico degli alimenti; eventuali allergie o intolleranze”.



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Miodesopsie

martedì 20 ottobre 2009 di Federico Illesi

Miodesopsie vitreo

[foto 1] [foto 2]

Miodesopsie è un termine scientifico per designare una affezione oculare conosciuta sin dai tempi antichi: la parola miodes deriva dal greco e vuol dire mosche, il suffisso psie vuol dire visione quindi visione di mosche; i romani le definirono muschae volitantes e il termine “mosche volanti” è rimasto fino ai tempi nostri ad indicare la visione di corpuscoli di varia forma che impediscono una chiara visione; nei paesi di lingua inglese il termine corrispondente è floaters pur essendo una affezione così antica l’uomo moderno ancora oggi ne soffre non essendo stati chiariti tutti i meccanismi fisiopatologici responsabili; la ricerca non ha ancora trovato una cura medica risolutrice la comparsa delle opacità vitreali è stata accomunata all’invecchiamento fisiologico e al processo degenerativo multifattoriale (dalla luce solare, ai radicali liberi, alla miopia o a vari fattori metabolici) ultimamente sembra essere aumentata l’incidenza di questa affezione anche nella popolazione giovane e attiva.

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Torino-Roma, trasportato un paziente affetto da febbre emorragica

martedì 20 ottobre 2009 di Valeria Gatopoulos

febbre emorragica

E’ successo il 9 ottobre, un uomo senegalese di ritorno dall’Africa è stato trasportato dall’ospedale di Torino allo Spallanzani di Roma. La scena poteva sembrare quella di un film, uomini con delle tute bianche e un aereo militare che trasporta un uomo affetto da non si sa quale patologia che minaccia la salute pubblica, eppure era tutto vero!

L’uomo presentava febbre alta e vomito, una serie di esami hanno portato alla sconvolgente diagnosi: febbre emorragica, sono state adottate immediatamente tutte le misure di prevenzione e sicurezza. Il paziente è stato trasportato a bordo di un C-130J della 46a Brigata Aerea, ad accompagnarlo un’équipe di medici e paramedici.

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Scoprire il tumore nella saliva

lunedì 19 ottobre 2009 di Silvia Soligon

esame saliva testUn semplice test della saliva per diagnosticare un tumore nella cavità orale: è questa la proposta di un gruppo di ricercatori israeliani, che hanno dimostrato che l’analisi di otto molecole presenti proprio nella saliva è sufficiente a rilevare la presenza del carcinoma orale a cellule squamose. La ricerca è stata pubblicata dal British Journal of Cancer e apre nuovi scenari sia nella diagnosi, sia nel monitoraggio post-operatorio dei pazienti affetti da questo tipo di cancro.

Il tumore orale è il sesto cancro più diffuso, con un’aspettativa di vita di cinque anni per la metà degli individui affetti. Fino ad oggi la terapia si è basata sulla determinazione dello stadio di sviluppo del tumore; tuttavia, questo approccio non è riuscito ad ottenere una buona risposta in tutti i pazienti.

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Scoperte le basi molecolari dell’angiogenesi nei tumori

lunedì 19 ottobre 2009 di Silvia Soligon

p53È made in Italy lo studio pubblicato sulle pagine della rivista Nature Structural and Molecular Biology in cui sono stati smascherati i meccanismi molecolari alla base dell’invasività dei tumori. La ricerca è stata condotta presso i la boratori dell’IRE (Istituto Nazionale Tumori Regina Elena) di Roma e ha dimostrato che i geni p53, E2F1 e ID4 promuovono la produzione di nuovi vasi sanguigni e, di conseguenza, la crescita e la diffusione del cancro.

Perché un tumore possa sopravvivere e diffondersi all’interno dell’organismo è necessario il cosiddetto processo di angiogenesi, ossia la produzione di nuovi vasi sanguigni attraveso cui i nutrienti possano giungere alle cellule tumorali. Questo fenomeno è anche alla base della formazione delle mestasi e, quindi, della diffusione del cancro in zone anche lontane da quella in cui si è formata inizialmente la massa tumorale. Secondo lo studio condotto dal gruppo romano, guidato da Giovanni Blandino, nelle cellule cancerose una forma mutata di p53 promuove l’angiogenesi interagendo con E2F1 e portando, così, alla produzione di quantità eccessivamente elevate di ID4. Quest’ultima favorisce la produzione di fattori che aumentano la capacità del tumore di dotarsi di vasi sanguigni.

L’analisi ha coinvolto 186 pazienti affette da cancro al seno e i risultati ottenuti concordano con passati studi che hanno dimostrato che i tumori che presentano una mutazione in p53 sono più aggressivi e resistenti alle terapie. Questa proteina si conferma, quindi, come uno dei possibili bersagli delle terapie anti-tumorali.

Fonte: Fontemaggi G. et al., The execution of the transcriptional axis mutant p53, E2F1 and ID4 promotes tumor neo-angiogenesis. Nature Structural & Molecular Biology . Published online: 27 September 2009



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In tilt davanti alle bellone

sabato 17 ottobre 2009 di Alessandro Aquino

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Un team di studiosi olandesi ha “ufficializzato” quello che è evidente a chiunque osservi un uomo conversare con una “bellona”: va in tilt. Troppo impegnato a far colpo, il maschio darebbe fondo alle funzioni cerebrali al punto da non essere più in grado di svolgere altri compiti.

Colpa di madre natura che lo ha programmato per la riproduzione. Lo studio, condotto da un team di scienziati olandesi e pubblicato sulla rivista Journal of Experimental and Social Psychology, dimostrerebbe che dopo una conversazione con un’avvenente fanciulla, l’uomo fatica a ricordare cosa stava facendo prima. Viceversa, le donne non perdono lucidità e si concentrano su aspetti dell’interlocutore che prescindono dalla bellezza.



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Italiani grassi: 7 su 10 sovrappeso

sabato 17 ottobre 2009 di Alessandro Aquino

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L’Italia è sempre più grassa. L’esercito di obesi e in sovrappeso conta 67 uomini e 55 donne ogni 100. I dati sono stati resi noti ieri dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica durante la presentazione dell’. 

Il boom di diete, palestre e campagne di sensibiliazione degli ultimi anni non è servito a invertire una tendenza che preccupa sempre di più. Il 67% degli uomini e il 55% delle donne lotta, ormai, contro obesità e sovrappeso. A lanciare l’allarme sugli italiani sempre più grassi è l’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica che, presentando Obesity Day che si terrà in tutta Italia il 10 ottobre, ha richiesto a gran voce «regole nuove».

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Mani pulite negli uffici del comune di Milano

lunedì 12 ottobre 2009 di Alessandro Aquino

mani puliteA Milano, i principali luoghi pubblici diventano punti in cui pulirsi le mani “a secco”. E prevenire il diffondersi della nuova influenza. Sessanta dispenser con liquido disinfettante saranno a disposizione di tutti entro la metà di ottobre negli uffici e sedi del Comune di Milano.

L’iniziativa, chiamata “Mani pulite”, è dell’assessore alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna, in collaborazione con alcuni sponsor che hanno interamente finanziato l’operazione. «Lavarsi le mani – spiega Landi – è la prima forma diprevenzione. Ma non si tratta solo di un’operazione per contrastare le influenze, da quelle stagionali a quella data dal virus H1N1. Vogliamo anche educare a un’adeguata igiene. Tanto più che, da una recente indagine Ipsos risulta che 2 persone su 3 non si lavano le mani dopo aver utilizzato bagni pubblici».

L’operazione “Mani pulite” sarà accompagnata da una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, per insegnare agli studenti un’adeguata igiene delle mani, e di informazione ai cittadini. I messaggi pubblicitari saranno anche sulle confezioni del latte fresco della Centrale.



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Un po’ di latte e poi a nanna

lunedì 12 ottobre 2009 di Silvia Soligon

bambino addormentato

Un recente studio, condotto da ricercatori dell’Università dell’Extremadura (Spagna), ha chiarito come il latte materno aiuti il bambino a prendere sonno. Le pagine del Journal of Nutrirional Neuroscience hanno descritto lo studio, in cui è stata analizzata la composizione del latte nel corso della giornata, dimostrando che essa varia significativamente nell’arco delle ventiquattro ore. In particolare i nucleotidi, importanti regolatori del sonno nei bambini, sono più abbondanti durante la notte.

I ricercatori spagnoli si sono focalizzati sulla concentrazione di tre nucleotidi (adenosina, guanosina e uridina) in campioni di latte materno prelevato in diversi orari della giornata, rilevando la quantità più elevata durante tra le 20 e le 8. “Questo ci ha permesso di capire che il latte induce il sonno nei bambini”, ha dichiarato Cristina Sánchez, primo autore dello studio. “Non offrireste mai un caffè a qualcuno durante la notte e lo stesso vale per il latte, che ha ingredienti specifici per il giorno che stimolano l’attività del bambino e altri componenti notturni che lo aiutano a riposare”.

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