Bioingegneria tissutale: staminali per la mandibola

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Chi ha perso gran parte dell’osso mascellare o mandibolare, in seguito a un trauma o a periodontite (o parodontopatia cronica dell’adulto).

«Si tratta di un intervento ambulatoriale soft – spiega Luigi Montesani, lo specialista che ha introdotto in Italia la tecnica messa a punto in Germania – per i pazienti che hanno perso consistenti parti di osso, spesso non è possibile neppure portare una protesi mobile; oggi invece, nel giro di pochi mesi, è possibile impiantare viti su ossa rigenerate».

La procedura, che è praticata in regime ambulatoriale e in anestesia locale, messa a punto all’Università di Friburgo, consiste nel prelevare cellule mesenchimali dalla cresta iliaca posteriore con un ago puntato in anestesia locale e, dopo averle raccolte e concentrate con una speciale matrice, inserirle durante la stessa seduta nel difetto osseo.

Per produrre il quantitativo desiderato di cellule staminali, il laboratorio impiega circa quattro mesi. Dopodiché il tessuto viene innestato (trapianto autogeno) ed è quindi possibile inserire gli impianti in titanio per ancorare le protesi all’osso.

Maggiori informazioni potranno esserci nei prossimi giorni proprio dallo specialista dott. Luigi Montesani.

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